Manutenzione sentiero 4 Strade – Orino al Parco Regionale Campo dei Fiori di Varese

Di comune accordo lo scorso anno, in occasione dei Take Care Of Your Trails 2020 promossi da IMBA Europe, abbiamo scelto di tornare a prenderci cura dei sentieri all’interno del Parco Regionale del Campo dei Fiori di Varese.

Dopo esserci confrontati con la Direzione del Parco e appurato che la cosa si potesse fare, ci siamo armati di buona volontà, rastrelli, un soffiatore messoci a disposizione dall’Ente Parco stesso e siamo andati ad investire due giorni del nostro tempo libero per concretizzare un progetto che avevamo in mente da molto tempo: il recupero del collegamento tra le 4 Strade ed il campo sportivo di Orino sul sentiero 310, meglio conosciuto da molti come “le roccette”.

Purtroppo in prima battuta, e con tutto l’impegno del mondo, in 3 di noi ed in un solo weekend non siamo riusciti a completare l’opera che, anche a causa del COVID e della tempesta che ha schiantato a terra moltissimi alberi su tutto il territorio del Parco, ha dovuto attendere un po’ per essere ripresa.

Il 15 e 16 maggio scorsi siamo tornati sul luogo del delitto per completare il lavoro iniziato qualche mese fa


foglie su un sentiero di montagna prima della manutenzione
Una discreta quantità di foglie copre il fondo del sentiero in prossimità delle roccette. Adesso si riesce a vedere quello che c’è sotto e sicuramente la cosa fa la differenza sia a piedi che in bicicletta. Non credete?

In vista dell’evento, la settimana precedente ero uscito a fare una breve ricognizione sul sentiero, con la scusa di fare un classico “giro del 10”, ovvero il giro ad anello del Campo dei Fiori che lo “circumnaviga” alla base.

Vuoi a causa delle tempesta di ottobre, vuoi a causa delle copiose precipitazioni nevose dello scorso inverno e di quelle piovose delle ultime settimane e vuoi anche a causa dei cinghiali, ho trovato il sentiero in condizioni decisamente peggiori rispetto a quando, a fine settembre 2020, insieme a Ricky e Sandro avevamo effettuato le prime due giornate di manutenzione.

Un vero disastro insomma!

Ma senza perderci d’animo, e come un ciclista che inizia ad affrontare una lunga salita, abbiamo iniziato a lavorare a testa bassa e in un paio di giorni siamo riusciti prima a completare la parte che avevamo lasciato in sospeso lo scorso settembre [ovvero la porzione tra le roccette ed il campo sportivo di Orino in fondo a Via Marinoni, nda] e poi a riprendere il sentiero dall’incrocio con il sentiero 317 a scendere verso Orino, con lo scopo di dargli una seconda passate e rimuovere foglie, rami e sassi smossi che si erano accumulati durante l’inverno.

Purtroppo però, in un solo weekend e con solo 6 braccia al lavoro non siamo riusciti nemmeno questa volta nell’intento di completare la manutenzione di questo sentiero, ma la soddisfazione di vederne finalmente la vera anima, è veramente tanta 🙂


un sentiero di montagna coperto di foglie fa una curva a destra con sponda
Ecco il punto dove la nostra opera si è fermata. Siamo a circa 30 ore di lavoro e sicuramente ce ne vorranno altre 15 almeno per poter completare, secondo il nostro standard, il lavoro.

da single track a double track

Mano a mano che il nostro lavoro è andato avanti, abbiamo iniziato a renderci conto che anni ed anni ed anni di strati di foglie, detriti e sassi smossi ai lati del sentiero hanno trasformato questa porzione

Ok, che il sentiero 310 sia un double track (“traccia doppia”, ovvero una mulattiera o comunque una strada carrabile) era senza ombra di dubbio abbastanza chiaro; basti vedere il suo sviluppo tra Velate e l’incrocio con il 317, piuttosto che tra Orino a Castello Cabiaglio.
Ma da un certo punto in poi, dopo l’incrocio con il 317, sembrava essere molto più stretto, tanto da non consentire il passaggio, per dire, con un Defender di servizio. E invece…


un sentiero di montagna appena pulito da volontari
Un’altra porzione del sentiero rimessa a nuovo

In un momento di pausa, tra un sacco di foglie e l’altro, ci siamo accorti anche di ciò che sembrerebbe essere una “pietra miliare”, ovvero un cippo iscritto che ha come scopo quello di scandire le distanze e che, ai tempi dei romani, veniva posto sul ciglio della strada ogni mille passi romani.
Non sappiamo se si tratti o meno di un reperto storico originale, ma per noi è stata veramente una scoperta curiosa.

Naturalmente l’abbiamo segnalata subito alle Autorità Locali, soprattutto proprio per capire se trattasi o meno di un reperto originale o meno; se confermato comunque, questo ritrovamento potrebbe “giustificarne” la larghezza oltre che la restante parte di traccia nel bosco riaperta da qualche anno e che collega Castello Cabiaglio a Brinzio.

C’è da dire però che in quanto “strada romana”, difficilmente il sentiero originale possa passare quindi sui blocchi di roccia poco sopra il campo sportivo di Orino. Tutto da vedere quindi.


un cippo romano ovvero una pietra miliare
Quello che crediamo possa essere un cippo romano, rinvenuto in alto sulla sponda di uno dei canali che caratterizza il sentiero

e così siamo rimasti con un palmo di naso e qualche mosca nel pugno

In pratica quindi anche questa volta non siamo riusciti a completare l’opera.

Con sommo rammarico infatti, domenica scorsa abbiamo dovuto “abbandonare il campo” e lasciare incompiuti quei 2/300 metri di sentiero prima delle roccette che vedrebbero in sentiero manutenzionato secondo i nostri standard.

Ci siamo così ripromessi di tornare nuovamente a metà/fine giugno piuttosto che in settembre per cercare di completare la rimozione del grosso di foglie, detriti, sassi smossi e ramaglia sul tratto rimasto incompleto, per poi dare nuovamente una ripassata a tutto il “segmento” che, lungo il sentiero 310, conduce dalle Quattro Strade al campo sportivo di Orino alla fine di Via Marinoni.

Tutto naturalmente dipenderà dal meteo e, soprattutto, dall’ok dell’Ente gestore [il Parco, nda] a farci portare avanti questo nostro progetto di recupero del sentiero.

Sul nostro profilo Instagram qualcuno si è già detto disponibile a dare una mano la prossima volta e se vorrete aggregarvi alla nostra crew, potete lasciarci un commento nel post o scriverci una email all’indirizzo trailwish@gmail.com di modo da potervi inserire in un’apposita mailing list che stiamo creando ad hoc.

Colgo l’occasione per informarvi che purtroppo non siamo ancora riusciti a concretizzare la fondazione della nostra associazione di promozione sociale in quanto siamo rimasti a “secco” di due dei potenziali founders. Se la cosa potesse essere di vostro interesse, se come noi credete che i sentieri siano un bene comune di tutti e volete entrare a far parte del nostro progetto, scriveteci una email con il vostro numero di cellulare di modo da poter scambiare quattro chiacchiere e magari trovarci per una birra e parlarne 😉

in chiusura, ecco qualche numero per gli amanti delle statistiche

  • due edizioni dei Take Care of Your Trails
  • 3 partecipanti ad ogni edizione (ovvero noi founders)
  • 27 ore di lavoro totali
  • oltre 50 km a testa percorsi su e giù per il sentiero
  • oltre 280 piani di scale saliti (e scesi altrettanti)
  • rimosso, a suon di rastrello, il corrispettivo di oltre 300 buste dell’Ikea di foglie
  • liberato il sentiero da 3 alberi che ostruivano il passaggio

Non si contano, naturalmente, la molteplicità di sassi smossi e ramaglia varia rimossi dal sentiero, per donargli più fluidità di percorrenza.


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